Appaiono

All’andata le rocce a piombo a lato del sentiero, che in quel punto si inerpica verticale tanto che pare si risalga un pozzo, erano deserte.
Belle e severe, illuminate dal sole del primo mattino, apparivano prive di vita: troppo inospitali.
Al ritorno, invece, improvvisa, proprio davanti agli occhi, quando nessuno più ci pensava, eccola: una stambecca, immobile a guardarci severa, noi che disturbavamo la sua quiete; a fischiarci lungamente; per redarguirci, immaginiamo, perché non conosciamo la lingua degli stambecchi.
Una stambecca, una mamma, prossima a partorire. Questione di poco, la pancia è bella tonda.
Forse per questo è tanto seccata dalla nostra presenza.
Presto cercherà un luogo inaccessibile e appartato, al sicuro dai predatori e dagli umani, e darà alla luce il suo stambecchino. Chissà, forse quest’estate lo vedremo. Se saremo bravi, se sapremo meritarci quell’incontro.
Lo vedremo d’improvviso, apparirà, anche lui. Accanto alla mamma.
Succede sempre così, con gli animali. Li cerchi, scruti gli anfratti più nascosti, ti scervelli, ti cavi gli occhi e poi, quando ti arrendi e non ci pensi più, eccoli. Non è che arrivino, che passino, che saltino fuori; no: appaiono, come una visione, come un regalo del cielo e della natura.

Seguendo il sentiero modellato dalla parete di roccia, abbiamo girato attorno alla stambecca. Lentamente è diventata piccola e poi, quando è scomparsa alla nostra vista, si è spostata, per appollaiarsi su una pietra sporgente.
Riapparsa.
Per salutarci?
Ci piace pensarlo.
Una gioia del cuore.
Che forse non meritiamo.