Lucciole

(Rielaborato da internet)

Il buio ha sempre fatto paura. Non di per sé, ma perché il buio nasconde; cosa non sappiamo, perché non lo vediamo, però lo temiamo.
Abbiamo paura del buio perché ci hanno detto che bisogna averne paura. Per questo di notte illuminiamo tutto, dove serve e dove serve meno.
Bisogna rompere la notte per non aver paura col buio e avere paura soltanto con la luce, romperla con lampade potenti. Così che sia sempre giorno.
In realtà da che mondo è mondo il buio lo rompono piccoli insetti, per qualche settimana all’anno. Senza uso di corrente o di energia. Le lucciole. Quando fa molto caldo.
Lo rompono soltanto un po’, qua e là con mille puntini sfuggenti, che appaiono e scompaiono.
Il buio c’è sempre e nasconde sempre tutto, ma quei lumini volanti sono tanto belli da incantare il cuore e incatenare gli occhi, che così non vedono più il buio e non trasmettono più paura al cuore.
È una danza quella delle lucciole, che tutto prende e coinvolge. Se le osservi, voli con loro e palpiti di lampo in lampo. E non temi più il buio.
Pensi al Natale, coi suoi lumi intermittenti; pensi allo sfrigolio del sole che si specchia in un lago, pensi alle mille bollicine dell’acqua che corre scendendo a cascatella tra i sassi; e ancora ai giochi della luce sui cristalli di neve. O allo sparpagliarsi in cielo delle scintille d’un fuoco d’artificio.
Pensi a mille cose, torni bambino, ma invano cerchi di narrare la meraviglia delle lucciole in una calda serata di luglio; invano, perché non è dato capire e raccontare tanta bellezza.
Nel mese di luglio, quando il caldo è grande e avvolgente.
Lontano dai lampioni e dai fari, accesi per avere paura soltanto con la luce.
Nel buio fitto, che non fa paura quando ci sono le lucciole.

(Rielaborato da internet)