Un mondo senza sole

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Il sole autunnale regala giornate di colore nonostante gli alberi volgano al marrone invernale.
Vivacizzano il paesaggio i verdi ancora vivi dei prati, il blu intenso del cielo e, soprattutto, le ombre, nette e precise, tagliate con l’accetta a dare forma e profondità alle cose, alle montagne, alle creste e ai colli; tanto bello quello che appare da non far rimpiangere, per ora, l’assenza della neve.
Un mondo meraviglioso, il mondo d’autunno nel sole.
Ma ce n’è un altro, di mondo, poco lontano, soltanto un po’ più in basso, che ne è l’opposto, il contrario, senza per questo essere meno bello.
È quello dei ruscelli e dei torrenti, delle cumbe, per la mia gente.
Sembra impossibile che possano coesistere.
Quello dei torrenti lo conosciamo meno, perché non lo frequentiamo, specie in questa stagione. Ma è tanto particolare da renderlo ammaliante e intrigante.
Lungo le cumbe quasi ovunque il sole non passa, da giorni non vi torna; la luce è poca, tanto che persino la macchina fotografica è pigra a immortalare le sensazioni, e tutto anziché a colori appare in bianco e nero.
La colonna sonora dell’acqua è lieve, assopita, continua ma sotto voce, così che l’orecchio le si abitua, non le dà più retta, non la segue e sembra sia immenso il silenzio.
Sembra d’essere in un’alba ferma, senza corsa del tempo, quando le figure si stagliano nette ma non hanno colori; sembra d’essere al tramonto inoltrato quando s’attende soltanto che tutto scompaia alla vista.
Con la neve il mondo dell’acqua cambierebbe ancora una volta d’aspetto. Tutto s’illuminerebbe pure senza sole, di luce azzurina pallida. Riflesso del cielo.
Intanto il tempo, che pure sembra fermo nel mondo bianco e nero senza colori, fuggiti col sole, corre.
Non si vede ma fluisce veloce, eterno come l’acqua tra i sassi.
Dapprima strizza le giornate a renderle brevi e poi, lentamente, lentissimamente, le rilascia, un po’ alla volta, a riprendere fiato.
È la strada che porta alla primavera.
Quella che attendiamo.

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