Nella casa delle ‘cialance’

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La neve se n’è andata da poco. Fa sempre freddo a Conca Cialancia, Val Germanasca, vallone del Lausun.
Cialancia, che in dialetto locale significa slavina; è lei, assieme a tante sorelle, ad ammucchiare la neve; ne fanno cumuli immensi, montagne, così da conservarla in là nell’estate. Per strappare un pensiero di sorpresa a chi arriva in quei luoghi.
In pianura il caldo è intenso, l’afa opprime. Qui è tutto fresco e basta una nuvoletta davanti al sole per fare tutto freddo. Normale, siamo molto in alto, oltre 2000 metri. In casa delle cialance.
Il laghetto che ci appare improvviso appena saliamo l’ultimo tratto di costone è figlio della neve, e pure della cialancia, del freddo.
Per molti mesi all’anno è coperto e nessuno si accorge di lui. Peccato, verrebbe da dire. Ma forse no. Il fatto che si offra tanto poco alla vista, al cuore, lo rende ancora più bello, più prezioso.
Alla meraviglia delle acque fanno compagnia i verdi, nati da poco, che avranno vita brevissima, fino alla prossima neve, che qui non tarderà a coprire di nuovo la terra con la sua coperta protettiva; fanno da contorno i colori dell’orizzonte, che nessun pittore potrebbe miscelare.
Su tutto è sovrano il silenzio: la cosa più bella, che scioglie le briglie dei pensieri, lascia correre i sentimenti; indefiniti, sfumati, imprecisi, ma dolcissimi.
Per una volta la ragione tace e lascia spazio al sentire naturale, quello più profondo che, senza saperlo, nascondiamo nel cuore.