Forse

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‘Brusatà’ – caldarroste

A tratti è parso non essere mai cominciata, mai passata sulle valli, e se c’è stata che l’abbia fatto di fretta, di corsa. Parliamo dell’estate.
Finita. Mai cominciata davvero e già terminata. Di già. Senza che qualcuno se ne sia accorto. Tre giorni fa. Mercoledì 22.
Intendiamoci, mercoledì mattina, aperta la porta sul mondo, non c’era nulla di diverso rispetto al giorno prima. Se non ce l’avessero detto i sapienti, non ci saremmo accorti di nulla.
Però, da un po’ di tempo, è pur vero che la temperatura s’è abbassata; la luce, soprattutto, tarda al mattino ad arrivare e s’affretta la sera a ripartire; abbiamo visto parecchi uccelli che qualche mese fa non c’erano, passare veloci da un angolo all’altro del cielo: migratori frettolosi ansiosi d’andare a superare il mare. E pure i gitanti sono scemati un po’, salvo la domenica: meno camminatori, meno biciclette e pure meno – sia lodato il Cielo – quad e motorettari rumorosi.
Ma tutto è avvenuto lentamente, piano piano, un po’ per volta, senza eccessi e senza fragori. Perché il tempo, quello dell’orologio, è implacabile, ma non ha fretta. Sa che per arrivare puntuali non serve correre, basta partire quando è ora.
Tra un po’ il verde dei boschi sarà meno smagliante, si segnerà qua e là di puntini gialli e rossi, marrone e verde appassito che mano a mano andranno a crescere. È certo.
È l’autunno che prende forza.

‘Bulei’ – porcini

Spunteranno i funghi, dapprima spaventati e guardinghi vista la caccia spietata che riserviamo loro, poi sempre più numerosi e spavaldi. Forse.
Luccicheranno le castagne e le sere di festa si sentirà il profumo ammaliante delle caldarroste; dove ci sono vecchi che tramandano l’arte di crogiolarle sul fuoco. Forse.

L’uva di Pomaretto

In qualche preziosa zona delle valli dove sopravvivono le viti, i grappoli si faranno belli e invitanti tanto da far venire l’acquolina in bocca. E pure le mele spunteranno lucide e colorate dalle fronde che, un po’ per volta, le sveleranno lasciando passare su di loro il sole. Forse.

Mele al sole

Forse. Se ci sarà l’umidità giusta, se ci sarà un po’ di pioggia fin qui avara nel scendere a terra, se continuerà a dormire il vento, se il freddo si attarderà un attimo assieme alla brina, se non giungeranno, fuori tempo massimo, temporali improvvisi e imprevisti a portare grandine e a rovinare tutto.
Ma comunque siamo in autunno.
La stagione che porta al riposo, ma pure al carnevale dei colori, alla gioia della casa col profumo dei cibi, dei doni della terra che cuociono lentamente sulla stufa: giungono numerosi proprio adesso. Intanto fuori la sera calerà ogni giorno un attimo prima.
Siccome oggi vogliamo essere moderni, ad ogni costo, arriverà l’autunno, cancelliamo i nostri ‘forse’ e siamo sicuri che porterà tanti funghi, tante castagne, tanta uva e tante mele. E profumi inarrivabili, prima d’oggi, nel tepore delle case.
In quel Paradiso che sono le Valli Chisone e Germanasca.
È certo.
Felice autunno a tutti.

Patate e ‘famiole’