Il villaggio nella nebbia

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Clot dal Mian, Massello, è un villaggio che non vedi mentre lo raggiungi, perché a differenza degli altri appare.
Una salita ripida che diviene sempre più ripida mano a mano che sali, tanto che quando sei prossimo alla cima prende quasi le sembianze d’una gradinata… dopo questo sforzo, quando stanco pensi di dover continuare, ecco che il sentiero spiana, respiri, l’orizzonte s’allarga e appare Clot dal Mian.
Stagliato sulla montagna e nell’azzurro, sempre, in inverno come in estate.
Oggi invece no. La nebbia avvolge tutto, accorcia la vista e spegne i suoni. Clot dal Mian appare di colpo come sempre, ma quasi non lo riconosci. Tutto addolcito, niente spigoli, tutto sfumato.
Silenzio. Non un fruscio. Non una vibrazione. Nulla.
Rare volte ci è dato vivere sospesi in un sogno come quando la nebbia avvolge il mondo.
Procedo sul sentiero appena spolverato dalla neve caduta nella notte: l’ha fatto bianco per indicare meglio la via.
Vado in punta di piedi a non disturbare, anche se lì, da tanto tempo non c’è nessuno da scuotere, da far sussultare, da fargli alzare gli occhi a vedere chi arriva da là dove tutti, tanto tempo fa, sono andati.
Non c’è nessuno, salvo il ricordo; certamente dorme anche lui nella nebbia di Clot dal Mian, e non si disturba un ricordo.
Passo in punta di piedi. Le case mi sfilano ai lati.
Quelle case che mi spingono a salire quando vado al mattino presto verso le montagne, quelle stesse case che mi accolgono la sera quando torno felice e stanco.
La nebbia ora sembra meno fitta, meno scura. Forse più su c’è il sole.
Bisogna andare.