‘Salso’

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Didiero – sopra, Meynieri

Salza di Pinerolo – Salso – è in una valle stretta stretta, tra quella di Massello e quella di Rodoretto.
In Val Germanasca.
Deviando a sinistra per chi sale dalla strada per Massello, ecco subito Campolasalza – con ‘salza’ nel nome, più di così…- ma è una finta, siamo ancora sul territorio di Massello.
Bisogna continuare, entrando in una galleria verde splendida da mese di maggio: erba, cespugli e alberi, soltanto un pizzico di cielo; da un lato il rio al fondo di una profonda gola, dall’altro la riva che sale verso il cielo.
Poi la valle si apre un po’, ed ecco il Palazzo Comunale sulla sinistra con le sue bandiere e le case a destra. Tante, spesso saldate le une alle altre, tanti murales sui muri a dare colore a un luogo già bello.
Siamo a Didiero, il capoluogo, il cuore di Salza di Pinerolo.
Una grande fontana disseta chi passa e dai vicoli stretti occhieggiano mille particolari di cura, pietre e legni, composizioni di fiori; finestre piccole piccole e gradinate che sembrano finte, tanto sono verticali e strette, senza ripari. Fatte per piedi abituati alle pendenze di Salso, dove si sale ripido e si scende a precipizio, non c’è alternativa, non c’è via di mezzo.
Anche i campi sono verticali a guardare dritto negli occhi il sole, e chi lavora quella terra scura piena di piccoli sassi, deve averla nel sangue quell’arte: solo così si spiega come possa ricavare cibo, soprattutto patate, da un posto così severo.
I vicoli stretti di Didiero si rincorrono veloci, a nascondere l’orizzonte perché ogni svolta possa riservare una sorpresa.

Coppi

Tutto attorno, in alto sulle rive di terra quasi verticali, tanti villaggi, appesi al cielo, a guardare giù, belli, come doni su un albero di Natale.
Campoforano, con la sua chiesa bianca dedicata alla natività di Maria, sempre aperta, pronta ad accogliere chi passa, per un attimo di sosta, per un pizzico di riflessione, anche soltanto per curiosità.
Meynieri, dall’altra parte del torrente, sulla sua riva destra, appena sotto il grande bosco di abeti bianchi, poco più su dell’acqua, a osservare dalla sponda fredda della valle quelli che vivono al caldo.
Ancora più in basso, proprio sulla riva, Coppi: un gruppetto di case rallegrate in questa stagione dagli ultimi meli in fiore.
Serre è in alto, altezzoso, una striscia di case abbracciate con lo sguardo volto allo sbocco della valle, oppure alle alte montagne che gelose conservano un po’ di neve.
Tutto questo è Salso, in una valle stretta stretta cui si accede attraverso una galleria verde di prati, alberi e cespugli.

La Chiesa di Campoforano

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