I figli nei fiori
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Un tempo, quando un bambino chiedeva da dove arrivava, come era nato, gli dicevano: ti ha portato la cicogna, oppure, sei nato in un cesto di fiori. L’hanno detto anche a me. Società bigotta. E soltanto da grandi si scopriva … Continua a leggere

Un gioiello di lago: il Ciardonnet
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Ha l’acqua con i colori del mondo attorno, il Lago Ciardonnet: dell’erba e delle rocce, di un’ultima irriducibile neve, del poco cielo che la nebbia non riesce a coprire. Acqua e pietre, e un po’ di ghiaccio spinto da brezza … Continua a leggere

Tempo di ghiri
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Perché luglio e agosto sono mesi del ghiro? Perché è allora che i piccoli diventano grandi e affrontano il mondo, goffi e imprudenti, come tutti i giovani, ma belli belli belli. Li vedi dappertutto quando cade il buio. Sui muri … Continua a leggere

Non bastavano i Santi
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Ai gigli hanno dato nomi di Santi. Quello arancio è di S. Giovanni, quello bianco di S. Bruno e per quell’altro, sempre bianco ma su stelo lungo lungo, hanno fatto ricorso a S. Giuseppe. Perché i Santi sono puri e … Continua a leggere

Speciale vallone dell’Albergian – Il lago del silenzio
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È in parte opaco il Lago dell’Albergian, il primo che si incontra salendo da valle. Perché l’acqua libera è poca. Il resto la copre il ghiaccio, l’ultimo, tignoso, che non vuole arrendersi all’estate. Tutto è silenzio, persino il vento soffia … Continua a leggere

Un mondo giallo-rosa
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Giallo limone e rosa fragola. Colori banali. Da gelato. Ma se il giallo è giallo-maggiociondolo e il rosa rosa-rododendro, con uno spruzzo di blu del cielo e un pizzico di bianco di nuvola, allora non è più banale, un mondo … Continua a leggere

I Pisacan
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La mia gente divideva i funghi in due gruppi. Il primo comprendente quelli buoni, cioè commestibili: i bulei – porcini -, le crave e le garitule – caprette e gallinacci. Al secondo appartenevano tutti gli altri funghi, pisacan, indegni di … Continua a leggere

I muri del diavolo
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C’è un luogo, oltre Perrero, nella valle che conduce a Massello, che si chiama Bessè. Un bel villaggio. Più su, sulla sponda di roccia del Germanasca, che sarebbe delittuoso prosciugare, ci sono dei muri che sfidano il tempo, a picco … Continua a leggere

Hanno posato il cappotto
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Parliamo degli stambecchi. Quest’inverno, con il freddo che mordeva, avevano un vestito bello bello e liscio, marrone scuro, qualcuno quasi nero. Ora sono chiari e da lontano sembrano pecore su improbabili pascoli. Chiari, e spelacchiati a tratti. Stanno mutando il … Continua a leggere

Non ci piace ricordare
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Sulla sommità della roccia, al cospetto del Bec Dauphin, appena dopo Perosa Argentina, ci si chiede come possano essere ancora in piedi quelle quattro pietre. Meraviglia vedere quei sassi ancora assieme; vien voglia d’eleggere il rudere a simbolo, di resistenza … Continua a leggere

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